Quanno te vojio bbene – Raffella Misiti & Le Romane


Dal 9 Novembre 2018 sarà presente su tutte le più importanti piattaforme digitali “Quanno te Vojio bbene“.
Tra racconto e canzone, un emozionante viaggio musicale nella tradizione
romana. Raffaella Misiti & Le Romane sono una formazione di giovani donne con una preparazione artistica avvalorata
da una seria esperienza musicale e teatrale, quella del gruppo di Raffaella Misiti
(voce, già solista del gruppo Acustimantico), Arianna Gaudio ( voce recitante),
Annalisa Baldi alla chitarra e Désirée Infascelli ( fisarmonica e mandolino),
che racconta l’amore per una città meravigliosa, complessa, amata, ma anche odiata.
I brani colti si mescolano a quelli più popolari riuscendo a spandersi insieme nei
vicoli del centro, così come nelle periferie . I versi musicati degli autori della
tradizione come Trilussa e Belli non distolgono l’attenzione dalla preziosità dei versi
di Gadda, di Pasolini, di Strehler e dalle musiche di Trovajoli, Balzani, Carpi.
Sono tutte storie piene di umanità quelle delle canzoni romane: le donne, il carcere,
l’amore e il cinema. Roma viene infatti raccontata anche come la città del cinema,
con le colonne sonore di Piero Umiliani, Armando Trovajoli, Carlo Rustichelli nei
film di Pasolini, Magni, Germi. 20 tracce di classici della canzone romana,
citazioni cinematografiche, poesie, e non solo: “I mandarini in fiore”, brano originale scritto
per lo spettacolo “Nine Amate” da Raffaella Misiti e la scrittrice Elisabetta Malantrucco,
autrice anche del bellissimo testo “Quanno te vojio bbene”, che dà il titolo all’album
e introduce la canzone “Quelle parole” della cantante popolare Lucilla Galeazzi,
e un prezioso duetto con Alessandro Contini, nel brano tradizionale “A la Renella”
(mai inciso prima in questa versione). Raffaella Misiti & Le Romane trasmettono
la passione, l’ironia, la sofferenza e l’amore che nei secoli Roma ha fatto diventare poesia.

“E’ un viaggio-racconto, un recitar cantando che offre tanti punti di vista della città,
partendo dalla sua femminilità prorompente, invadente, di Roma, che è un’enorme donna
con questo seno imponente, che allatta, ma poi ti scaccia, ti allontana e ti riattira a sé, un
po’ animale, un po’ lupa, che ti partorisce e poi t’abbandona. Perché Roma è un po’ così.
Con le romane offriamo una versione più elegante di un repertorio che è molto apprezzato
da un pubblico adulto, maturo, un pubblico un po’ dimenticato dalla musica, che non trova
molte situazioni esaltanti per quanto riguarda l’offerta, quindi abbiamo certamente un
pubblico che risponde però con entusiasmo ai nostri spettacoli”.
L’incipit cinematografico dell’album coincide con l’ingresso passionale della Vitti nella Tosca di
Magni e introduce “Nun je da retta Roma”, il brano che Cavaradossi/Proietti canta mentre
rinchiuso a Castel Sant’Angelo attende l’esecuzione. Tesa e struggente è “Sinnò me moro” scritta
dal regista Germi su musica di Carlo Rustichelli, per il suo film “Un maledetto imbroglio”,
dal romanzo “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” di Gadda.
Non poteva mancare un omaggio al grande Pasolini che Roma l’adorava pur con tutte le sue
contraddizioni, e il “Il Valzer della Toppa”, che il poeta dedicò a Laura Betti, è reso magnificamente
dalla voce duttile e teatrale di Raffaella. Altro filone le serenate, con “Affaccete Nunziata”,
“Serenata sincera”, la splendida “Nina se voi dormite”. Presenti naturalmente le canzoni
legate alla detenzione, rappresentate dai capolavori “Le mantellate”, “A tocchi a tocchi”.
“Er barcarolo” parte a cappella, da brividi, a raccontare con poesia e amore un fatto di cronaca
che all’epoca fece rumore, “Quelle parole” scritta da Lucilla Galeazzi strappa sospiri di caldo rimpianto.
Tutti i brani meritano ascolto e apprezzamento, ma un discorso a parte merita la splendida e
antica “Alla renella” cantata in duetto con Alessandro Contini, per la prima volta incisa
completa di tutte e quattro le strofe. Finora era possibile ascoltarla di una sola strofa che
continuava poi con le parole di un’altra canzone, “A tocchi a tocchi”, appunto. E visto la bellezza
del brano il recupero ha del miracoloso. Importante anche il contributo di Elisabetta Malantrucco,
romana de Roma, esperta in vernacolo, autrice della poesia che dà il titolo all’album, e, a quattro
mani con la Misiti, della canzone “I Mandarini in fiore”, un pezzo originale in mezzo a tanti brani
più o meno famosi, un brano rispettoso delle regole, il passaggio maggiore minore, un
romanesco nobile. Brave le musiciste, capaci, con i due soli strumenti a disposizione
di vestire ogni brano con intelligenza, sentimento e tecnica, accompagnando con discrezione
e attenzione la voce di Raffaella. Un album autentico, sentito, che sa raccontare Roma
e il mondo come pochi, ché in quelle storie che attraversano tanti secoli c’è tutto un patrimonio
di sentimenti e aspirazioni che forse dovremmo recuperare un po’, ora che la bellezza
sta cominciando a scomparire con eccessiva, allarmante velocità”
(Alberto Marchetti)

“Quanno te Vojio Bbene” Label M.B.C. musica e distribuzione Pirames International